martedì, giugno 16, 2009

RUBRICA ESTERO

Da oggi lancio la nuova RUBRICA ESTERO...Dato che i giornali (se così possiamo chiamarli) italiani sono solo un bel souvenir degli alberi dell'Amazzonia, pubblicherò qualche articolo che tratta di mafia (e non..) provenienti da tutto il mondo..




GRECIA

La mafia riesce ormai a intervenire in ogni attività economica in Italia, essendo in grado di offrire la merce più preziosa del momento: i contanti.
Solo lo scorso anno, gli utili netti dei tre principali gruppi della criminalità organizzata in Italia (Cosa Nostra, Camorra, Ndrangheta) hanno raggiunto i 70 miliardi di euro, come stimato dall’istituto italiano di ricerca Eurispes. Il margine di guadagno ha raggiunto il 54%.
Nello stesso periodo la più grande compagnia del mondo, la multinazionale del petrolio Exxon Mobil Corp, ha registrato profitti pari 45,2 miliardi di dollari (32,5 miliardi di euro)! Le richieste degli imprenditori per accedere al credito bancario sono sempre più frequentemente rifiutate e le organizzazioni criminali accorrono in loro aiuto.
Persino le banche ormai accettano più facilmente il loro denaro chiudendo un occhio e ignorando la rigida legislazione. Come riportato da Bloomberg, dall’inizio dell’anno il procuratore di Palermo Roberto Scarpinato, che da due decenni sta dando la caccia alla criminalità organizzata, ha messo sotto sequestro in Sicilia beni patrimoniali dal valore di 2,7 miliardi di euro.
Solo in una causa ha confiscato 12 società, 220 immobili, 33 terreni edificabili e uno yacht di 25 metri che appartenevano a Giuseppe Grigoli, proprietario di una catena di vendita al dettaglio. Noto in Sicilia come il «re dei supermercati», il cinquantanovenne Grigoli è sotto processo a Marsala con l’accusa di essere un prestanome della mafia. Egli nega di essere un membro della criminalità organizzata.
A differenza delle imprese super-indebitate che sono con l’acqua alla gola nel mezzo del credit crunch, la mafia e il suo modello di funzionamento basato sempre sul denaro liquido e senza prestiti, resistono nonostante le pessime circostanze economiche. Con i giovani, ambiziosi e che studiano all’università per divenire manager, la criminalità organizzata cerca una ulteriore espansione attraverso la creazione di aziende formalmente legali.
I proventi annuali della mafia italiana sono stimati dall’Eurispes pari a 130 miliardi di euro. Molti di questi vengono «puliti» dentro a conti bancari da 500 euro in America Latina. «C’è una crisi del credito che sta mettendo molte società in una posizione molto difficile», dice Scarpinato, che non si separa dalle sue guardie del corpo.
L’usura rappresenta uno dei maggiori proventi della criminalità organizzata. Il prestito con onerosi tassi di interesse per i consumatori e le imprese ha registrato lo scorso anno la maggiore crescita tra le attività illecite in Italia. SOS Impresa stima che sia aumenta del 17% raggiungendo i 35 miliardi di euro. Ci sono stati anche casi di persone escluse dal percorso legale del prestito e che pagano fino al 730% di interesse annuo, come rilevato nella relazione annuale dell’organizzazione. Si tratta della più alta percentuale mai registrata fino ad oggi.
Le autorità giudiziarie hanno avuto un assaggio di come la criminalità organizzata ha cominciato a estendersi finanziariamente nel 2006, quando fu arrestato il «capo dei capi» della mafia siciliana, Bernardo Provenzano. I mercati del credito hanno iniziato a bloccarsi alla fine del 2007. Tuttavia, fino ad allora, Provenzano aveva aiutato una nuova generazione di mafiosi affinché garantissero un adeguato sostegno economico soprattutto alle attività che richiedono una maggiore liquidità, come ad esempio la distribuzione dei prodotti alimentari.

Fonte: Isotimia

Traduzione: italiadallestero


Leggi l'articolo originale (se sai il greco :-)

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