venerdì, novembre 20, 2009

Rubrica estero

Roma. Dopo 15 anni di latitanza il numero due della mafia siciliana è caduto nella rete della (è stato catturato dalla) polizia. Il boss di Cosa Nostra Domenico Raccuglia è stato catturato domenica nella zona di Trapani, come ha riferito un portavoce della polizia all’agenzia di stampa ANSA. Il 45enne fa parte dei 30 criminali latitanti più pericolosi d’Italia ed era già stato condannato a tre ergastoli.
“Mimmo” Raccuglia, detto “il veterinario”, sarebbe stato tra l’altro coinvolto nel sequestro di un quattordicenne che ha tenuto col fiato sospeso il paese agli inizi degli anni ‘90, finchè il ragazzino, dopo due anni nelle mani dei rapitori, è stato alla fine assassinato e il suo corpo sciolto nell’acido. Nel complesso sono stati imputati al 45enne cinque omicidi.
Il Ministro degli Interni Roberto Maroni ha parlato di “uno dei colpi più duri inferti alle organizzazioni mafiose da anni”. Umberto Di Maggio, dell’organizzazione anti-mafia “Libera”, ha parlato di una grande giornata per la lotta contro la criminalità organizzata. Raccuglia è stato uno dei grandi “padrini” della mafia, il suo arresto era stato ritenuto impossibile da molte persone.
In effetti, nonostante la costante sorveglianza di sua moglie, il mafioso era riuscito a mettere al mondo con lei un secondo figlio. Durante l’arresto di domenica sera ha tentato di fuggire dal balcone di un appartamento in un sobborgo di Calatafimi che la polizia aveva circondato.
Secondo le indicazioni fornite dal Ministro degli Interni Maroni, la polizia italiana ha arrestato negli ultimi 18 mesi più di 3.600 mafiosi e ha sequestrato beni per un valore di 5,6 miliardi di euro.
Fonte: italiadallestero


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